Macbeth è una tragedia segnata dagli opposti, dalla netta dualità presente in ogni cosa: “Il bello è brutto, il brutto è bello”. La dicomia e lo stravolgimento di ciò che è in quello che non è sono il fondamentale incipit della tragedia, da cui scaturisce il rovescio dell'armonia, il caos, la disgregazione. Macbeth funge da tramite, divenendo l'elemento necessario alla trasformazione.

   All'inizio della tragedia il protagonista è un uomo leale che ha dato prova del suo valore in battaglia, e per le sue azioni è destinato a ricevere dalle mani del re titoli migliori di quelli che possiede. Tuttavia l’inaspettata profezia delle Fatidiche Sorelle, le tre streghe, instilla in lui il cieco seme dell’avidità di potere: la nobiltà di quest’uomo retto si guasta, a causa del desiderio della corona. Macbeth teme profondamente i pensieri cui lo spinge la propria ambizione, ma non riesce a sottrarvisi, poiché alla sua brama si unisce quella della moglie che lo sprona e lo conduce all’inevitabile assassinio. Lady Macbeth rende concreto ciò che prima era desiderio inconsistente, tramuta il pensiero in azione. Da qui inizia la tragedia di Macbeth.

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  Sangue, tempesta, rumori, tamburi, civette, foreste in movimento, battaglie, maledizioni, magie, assassinii, malattia. E altro ancora, tutto in un'unica storia. In un testo di prosa, musiche e danze saranno fondamentali quanto la recitazione e gli attori. I corpi saranno la scenografia, la muoveranno, dall'armonia al caos, dal caos alla corona, dalla corona al disfacimento. Le musiche saranno vive, altri attori sulla scena. Il nostro compito sarà quello di sporcarci le mani, capire quanto i desideri e le pulsioni dei personaggi siano vicini a noi; quanto la nostra voglia di distruzione sia molto più presente di quello che vogliamo credere; quanto ci sia di erotico in questa scelta del piacere immediato, del desiderio subito soddisfatto, che non pone le basi della costruzione e del duraturo.

  La libertà animale dell'istinto, che lascia corpi atterra, macerie, o più semplicemente il vuoto e il nulla, si contrappone all'armonia, che ha un fragile equilibro, necessita impegno, cura, dedizione, che dona nel tempo e ha il potere della creazione. Tra questi due opposti noi ci muoveremo, sprofondando prima nell'uno e poi nell'altro. Non esiste altro modo per affrontare una storia il cui protagonista sposa la distruzione, diventandone parte stessa nell'apice di quello che è il pieno sviluppo del suo essere.

  Non giudicheremo Macbeth ma tenteremo di renderlo vivo in noi, di comprenderlo come uno dei personaggi più intimi all'essere umano, testimone di quei sentimenti che teniamo nascosti ma che in noi pulsano e muovono l'esistenza.